Intervista a Antonio Allocca (il Prof.)

Per iniziare vorrei ringraziarLa per averci concesso questa intervista. Sono molte le domande che gli appassionati de “I Ragazzi Della III C” vorrebbero rivolgerLe e noi cercheremo di soddisfare tutte le curiosità dei fan. Per molti ragazzi Lei è ed è stato il professore che avrebbero sempre voluto avere in classe: mai noioso, a volte paterno, tifoso del Napoli di Maradona…ma qualche 3 in meno non sarebbe guastato!

 

Antonio Allocca si concede ai nostri microfoni



Innanzitutto colgo l’occasione per ringraziare tutti i fan appassionati de “I ragazzi della 3c”, per la stima che hanno di me, umile artigiano del cinema, televisione e principalmente teatro


Come ricorda gli anni in cui ha recitato nel telefilm ed in generale che ne pensa degli anni ’80. Che effetto Le fa rivedere a distanza di ben 14 anni gli episodi de “I Ragazzi Della III C”?

L’effetto che mi fa nel rivedere le puntate è una grande nostalgia e un rammarico infinito. Gli ultimi anni di questo decennio sono stati e sono per me indelebili.

Quali impressioni ebbe quando si accorse della popolarità e del successo della serie?

Immaginavo, da intenditore incallito, la popolarità che avremmo avuto.

 

E’ rimasto stupito nel trovare il sito del Fan Club sulla rete? Sì, molto! E' stata una vera sorpresa scoprire il sito del Fan Club!

 

Molti fans mi fermano ancora per strada chiedendomi di ripetergli il gesto "Sacchi...3!!!" e mi chiamano Prof., ma addirittura un sito dedicato a noi mi ha stupito oltre all'arrecarmi un immenso piacere!

 

Dato che parliamo di Internet: che rapporto ha con i nuovi mezzi di comunicazione e con le nuove tecnologie?

 

Il rapporto è buono, nel senso che tutto ciò che è tecnologia o rappresenta progresso mi affascina molto, ma i miei figli mi definiscono un po' "Anti", dicendo che mi riesce molto più semplice comprare, anziché usare. A casa siamo fornitissimi, ma sono loro a fare le mie veci, soprattutto con Internet.

 

Come ha vissuto il fatto che abbia raggiunto “la gloria” grazie a questa serie e ad altri film comici mentre nella Sua carriera si annoverano importanti lavori e partecipazioni al grande teatro? Solo per citare le sue più importanti esperienze possiamo rifarci alla “Scarpettiana”, “Il Teatro di Eduardo” e ancora “La principessa di Czarda”.

 

Non ho raggiunto la gloria né allora, né oggi; sono ancora uno dei tanti che lottano per conservarsi “un posto al sole”!

 

Come è stato reclutato nel cast della serie?…Il suo ruolo era da definirsi o era già stato scelto?

 

Quando è iniziata la I° serie avevo già partecipato ad una trentina di film, tra cui “Caffè Espresso” con Manfredi e Mezzogiorno; “Cristo si è fermato a Eboli” con Gian Maria Volontè, Irene Papas, per la regia di Francesco Rosi ed altri con Neri Parenti. Fu proprio quest’ultimo che, conoscendomi bene, mi “arruolò” e facemmo la "puntata zero". Al posto di Parenti subentrò poi Claudio Risi.

 

In qualità di appassionato mi sento in dovere di chiederle se si ricorda il titolo di questa puntata, forse mai andata in onda, dato che nei titoli di testa non compare mai il nome di Neri Parenti.

 

Infatti, non è mai stata trasmessa e fu una saggia decisione per rispetto di Neri Parenti!

 

Qual era il rapporto che intercorreva con gli altri protagonisti della serie?

 

Il rapporto con gli altri protagonisti, ma anche con i tecnici, operatori, ecc., era di una stima e cordialità reciproca. Non si possono fare in undici giorni le puntate se non c’e’ una grande collaborazione ed affiatamento. (Molto più tardi scopriremo che gli 11 giorni di cui parla il Prof. sono da intendersi di lavorazione per puntata - ndr).

 

Quindi tutte le puntate della telefilm sono state girate in soli undici giorni; immagino che questo valga solo per la prima serie...

 

No, non solo per la prima prima serie, ma per tutte e tre.

 

E’ rimasto in amicizia ed in contatto con qualcuno del cast?

 

Nei primi anni ci telefonavamo, ma poi col passare degli anni l’amicizia si e’ assopita, anche se sono certo che il giorno in cui c’incontreremo, sarà come l’ultimo in cui ci siamo visti.

 

Le era congeniale il ruolo che Le era stato affidato?

 

Il ruolo affidatomi mi era sicuramente congeniale, ma lasciamo dire agli altri se mi calzava a pennello!

 

La terza serie dello sceneggiato però Le ha lasciato poco spazio, poiché la storia porta i ragazzi all’università, ma La ricordiamo con affetto nella puntata conclusiva in cui Chicco e Bruno La venivano a trovare a casa, ricordando i bei tempi. Il Professore però pur debilitato ed in preda a crisi di nervi ha spesso delle reminiscenze ed esclama a gran voce il consueto, unico ed inimitabile: “Lazzaretti!”. Lo rifarebbe per noi?

 

E’ vero, la terza serie mi ha un poco trascurato…grazie agli sceneggiatori. Certo che posso esclamare il fatidico:”Lazzaretti!”, lo faccio a tutti quelli che me lo chiedono; perché non dovrei farlo per voi così carini nei miei riguardi!

 

Dalla metà della seconda serie in poi, insomma dopo la puntata “Gli Esami Di Maturità” il personaggio di Benedetta Valentini scompare dalle scene del serial. E’ ipotizzabile una rottura o un litigio di Nicoletta Elmi con il resto del cast?

 

Non penso, anzi sono sicuro che Nicoletta Elmi non litigò con nessuno, forse sarà stata una scelta degli sceneggiatori ormai giunti alla frutta.

 

Inoltre la terza serie prevede grandi cambiamenti: oltre al restringimento della Sua parte nel copione assistiamo a dei cambiamenti nel cast: Antonello Fassari alias Puccio scompare dalle scene lasciando il posto ad un frizzante Mauro Di Francesco che tuttavia non riesce simpatico quanto il primo. Inoltre scompare anche Ennio Antonelli per lasciare spazio a Paolo Panelli.

Sa dirci quali siano i motivi di questi cambiamenti?

 

Le varie situazioni, penso, furono dettate dall’alto, tranne quella di Ennio Antonelli che fu causata da una grave malattia, credo un ictus.

 

Tuttavia “I Ragazzi della III C” non sono il solo sceneggiato per cui ha lavorato…Lei è infatti uno degli attori della serie che ha avuto più successo; ha lavorato con nomi illustri dello spettacolo come Macario, Nino Taranto, Paolo Villaggio, Lino Banfi, Lando Buzzanca e Renato Pozzetto e con i più affermati registi del tempo come Loy, Vanzina, Parenti e Risi (Quest’ultimo proprio nella nostra beneamata serie). Come viveva il rapporto con questi grandi attori e registi e con quali è rimasto più legato?

 

Per quanto riguarda il mio rapporto di lavoro con gli altri e’ stato sempre di reciproco rispetto.

 

Inoltre è stato protagonista di numerosi film che hanno lasciato l’impronta nella storia cinematografica italiana: ricordiamo “Piedone l’Africano”, “Fracchia la belva umana”, “Quel ragazzo della curva B”, “Ho vinto la lotteria di Capodanno”, “Fantozzi alla riscossa”, “Fantozzi va in pensione”, “Ci hai rotto Papà”, fino al recente “Vacanze sulla neve”. Qual è il film a cui è più affezionato?

 

Sono affezionatissimo a tutti i film cui ho partecipato nel bene e nel male.

 

Il 1975 è poi l’anno in cui Lei raggiunge un importante riconoscimento: il premio “Antonio De Curtis”. Che cosa ha significato per Lei?

 

Il premio "De Curtis" ricevuto, è stato per me una tappa, non l’arrivo; spero che gli altri in avvenire se ne ricordino per darmi un “Donatello” alla carriera!

 

Glielo auguriamo di cuore.

 

Andando indietro con gli anni poi scopriamo che nella sua carriera non vi è solo il cinema e la televisione, ma che anzi le Sue radici risalgono proprio al palcoscenico; Lei si è cimentato con successo facendo avanspettacolo e riviste. Preferisce il teatro alla macchina da presa?

 

Preferisco il teatro alla macchina da presa per il contatto con il pubblico.

 

Oggi continua a lavorare in Teatro: qualora qualche fan volesse venire a vederLa possiamo ricordare dove si sta esibendo e in quale spettacolo?

 

Per la stagione teatrale 2001/2002 ho in cantiere lo spettacolo “Festa di Montevergine” di R.Viviani, dal 9 ottobre al teatro Diana di Napoli. Dal 1° novembre “Non ti pago” di E. De Filippo al Teatro Totò di Napoli, poi in giro. Il 25 dicembre debutterò al Teatro Politeama di Napoli con Enzo Cannavale e Rino Marcelli nello spettacolo “Caffè Scorretto” di Gino Rivieccio e Gustavo Verde. Dal 9 maggio sono al teatro primo di napoli con “l’Avaro” di Moliere nel libero adattamento in vernacolo napoletano.

 

In che rapporto è rimasto con il piccolo schermo? La rivedremo presto in tv con dei nuovi lavori?

 

Non credo che a breve scadenza mi possiate vedere sul piccolo schermo, in quanto, per ragioni caratteriali ho rifiutato alcune partecipazioni (vedi “Un Posto Al Sole”)

 

Le è stato difficile arrivare alla popolarità?

 

Si, e’ stato difficile.

 

Come vede la carriera di Sua figlia Imma nel mondo dello spettacolo? La scoraggia o Le è di supporto?

 

Per quanto riguarda mia figlia Imma, la sua entrata nel mondo dello spettacolo non mi scoraggia. E’ bravissima e mi auguro che continui sulla strada intrapresa insieme al fratello Giovanni, anche lui in arte. Sono, e non lo dico io, ma gli altri, bravissimi e meritano grandi successi!

 

So che avete recitato insieme più volte...

 

Abbiamo recitato tutti e tre insieme come faremo pure ad ottobre in quanto parteciperemo in “Festa di Montevergine”.

 

Fornisce loro dei suggerimenti e delle dritte per poter migliorare la recitazione?

 

Certamente sono vicino a tutti e due con consigli produttivi.

 

E’ importante divertirsi nel Suo lavoro?

 

E’ importante divertirsi nel lavoro. Se non mi diverto non rendo!

 

Cosa ama fare nel Suo tempo libero?

 

Nel tempo libero amo oziare!

 

Guarda spesso la televisione?

 

Guardo la televisione quando c’e’ qualcosa d’interessante...

 

La Sua canzone preferita immagino sia partenopea…

 

Amo le canzoni napoletane classiche e non nego la validità delle altre!

 

Che effetto le fa vedere a distanza di anni dei film “classici” degli anni ’70 e ’80 e sentire alcuni attori doppiati con altre voci? Mi riferisco in particolare ad Ennio Antonelli (Il Signor Sacchi), che ha avuto modo di essere doppiato spesso da altri; ma lo stesso fenomeno è capitato anche a Guido Nicheli in “Si ringrazia la Regione Puglia di averci fornito i Milanesi” e se non erro anche a Lei stesso. Non lo vede come un “sopruso” ai danni di attori che sanno recitare in maniera eccellente?

 

Quando un attore viene doppiato e’ una scelta reciproca dell’attore stesso e del regista, non per sminuire la bravura dell’attore…per esempio, anch’io sono stato doppiato per volontà di Steno nel film “Bonny e Clyde all’italiana” con Villaggio e la Muti, perché il regista voleva un medico che parlasse senese. Capricci dei registi, che non sempre risultano essere felici. Altro esempio: nel film “Una casa a Roma” con Tomas M. E Valery Perry, fui doppiato perché dovevo parlare bene in inglese; anche in “Croce e delizia” di Luciano De Crescenzo è successa la stessa cosa perché, nonostante avessi recitato e girato a Parigi in francese, al doppiaggio preferirono, giustamente, un doppiatore francese.

 

Per concludere mi rifaccio ad un noto giornalista notturno: “Si faccia una domanda e si dia una risposta”. Antonio Allocca cosa chiede a se stesso quando è da solo e cosa si risponde?

 

Antonio allocca quando e’ da solo e si domanda chi è...

 

...e la risposta qual è?

 

Una persona felicissima di avere un pubblico che l’ama, fregandosene di tutti quelli che l’ignorano preferendo quella massa di presunti attori che farebbero bene a non sporcare l’ambiente cambiando mestiere!...La colpa del resto non è loro, ma di chi li raccomanda e li approva...

 

Una dura invettiva questa...c'è qualcuno in particolare a cui si riferisce?

 

L'elenco sarebbe lunghissimo...

 

Con questo è tutto: La ringraziamo ancora per averci concesso di intervistarLa e Le auguriamo di avere ancora altrettanto successo con i suoi prossimi lavori.

 

Consentitemi di aggiungere ancora una cosa: ormai sono circa 14 anni che nessuno della Mediaset si e’ degnato chiamarmi, neanche per fare la comparsa nonostante il successo decretatomi dal pubblico…Non posso che esprimermi dicendo: e chi se ne frega!!! Grazie e alla prossima!

 

Autografo di Antonio Allocca

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